Self-efficacy nell'educazione fisica e nello sport

Risultati degli studi condotti al fine di analizzare e confrontare i livelli di sviluppo motorio e di self-efficacy motoria, considerando variabili di pratica sportiva e di genere

Numerosi sono stati gli studi sull'auto-efficacia (vedi anche Self-efficacy dello stesso autore) percepita nell'educazione fisica e nello sport.

Colella et al. (2010) hanno condotto uno studio con l'obiettivo di analizzare e confrontare i livelli di sviluppo motorio e di self-efficacy motoria in riferimento alle variabili di pratica sportiva e di genere. Nell'età evolutiva infatti, le esperienze motorie e sportive positive contribuiscono allo sviluppo dell'auto-percezione delle competenze motorie.

Il campione era costituito da 400 bambini, di età compresa tra gli 8 e i 10 anni, suddivisi secondo il genere e la pratica sportiva extrascolastica. Nel presente lavoro, pubblicato sulla rivista "Scuola dello Sport", la pratica sportiva extrascolastica non determina differenze significative sullo sviluppo motorio, ma emergono differenze sullo sviluppo psico-affettivo: i bambini praticanti avviamento allo sport hanno convinzioni di auto-efficacia superiori rispetto ai bambini non praticanti attività sportiva extrascolastica.

I risultati evidenziano differenze statisticamente significative (p< 0,05) nel confronto di genere, indipendentemente dalla pratica sportiva extrascolastica, riguardo ai livelli di sviluppo motorio condizionale e coordinativo. In tutti i test motori non si riscontrano differenze significative tra bambini praticanti e non-praticanti. Si rilevano differenze statisticamente significative nella scala di self-efficacy (p< 0,01) riguardo la pratica; differenze significative, inoltre, si rilevano nel confronto di genere, le femmine evidenziano un sentimento di auto-efficacia inferiore rispetto ai maschi (Colella et al., 2010).

A proposito delle differenze di auto-efficacia percepita tra i due sessi, Lirgg (1991) propose una meta-analisi di studi recenti proprio sulle differenze di genere per quanto riguarda la fiducia in sé stessi nell'attività fisica.

L'apparente mancanza di fiducia in sé stessi nell'attività fisica delle femmine rispetto ai maschi è stata una preoccupazione recente di alcuni ricercatori in psicologia dello sport. Già Lenney (1977) suggerì che le donne erano meno sicure rispetto ai maschi, quando il compito era orientato al maschile o quando la situazione era competitiva. Questa meta-analisi è stata condotta per esaminare l'entità delle differenze di genere nella fiducia in sé stessi nell'attività fisica in base alle affermazioni di Lenney. È stato trovato un effetto complessivamente non omogeneo di 0,40 a favore dei maschi. Sebbene alcuni compiti maschili hanno prodotto effetti di dimensioni più grandi rispetto ai compiti neutri, in totale la situazione era non omogenea. Solo uno studio ha utilizzato un compito puramente femminile, ed è risultato a favore delle femmine.

Tuttavia, i risultati di un'analisi di regressione, che ha trovato il tipo di compito collegato al sesso, ha contribuito a differenze di genere nella fiducia in sé stessi, come sostenuto da Lenney (1977). La situazione di competizione o di non-competizione nei compiti non ha avuto effetti differenziali sull'entità delle differenze di genere. L'età del soggetto e il tipo di misura della fiducia vengono anche discussi come possibili variabili che contribuiscono alla differenza di genere per quanto riguarda la fiducia in se stessi (Lirgg, 1991).

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